Profumo – Storia di un assassino

Può l’uomo creare il profumo perfetto? E cosa è disposto a fare per raggiungere tale perfezione?

Patrick Süskind prima col libro e Tom Tykwer, poi con l’adattamento cinematografico hanno dato una risposta a questa domanda con Profumo – Storia di un assassino.

La storia è ambientata in Francia nel XVIII secolo. Jean-Baptiste Grenouille nasce da una ragazza madre tra i rifiuti di una Parigi povera e sporca. La madre, una pescivendola, sentitasi male al mercato si sdraia dietro il banco ed espelle il feto, il quinto di una serie i cui precedenti erano tutti nati morti, tagliandone il cordone con abitualità e noncuranza. Ma il neonato, abbandonato tra sporcizia, topi e resti di pesce, inizia a respirare, e le sue urla subitanee richiamano l’attenzione di alcuni presenti. La madre, accusata quindi di tentato infanticidio, viene impiccata.

Finisce in un orfanotrofio gestito da Madame Gaillard, una megera che si occupa di molti bambini orfani della città per poi venderli e guadagnarci. La prima sera, per vedere se respira, il suo vicino di letto prova a toccarlo e il neonato subito afferra il suo dito annusandolo avidamente. Impressionati e inquietati dalla sua presenza, gli altri bambini tentano di soffocarlo, ma vengono scoperti e picchiati da Madame Gaillard.

Il piccolo Grenouille parlerà tardi, dopo i 5 anni, ma perché dotato di un olfatto talmente straordinario che i vocaboli della lingua parlata non sono sufficienti a descrivere tutte le sue percezioni olfattive. Gli odori divengono il fulcro della sua esistenza: riesce a distinguere l’odore di ogni specie di fiore, dell’erba umida, della pietra calda, del legno bagnato, dell’acqua e della rana che vi nuota.

Quando compie 13 anni, Madame Gaillard vende Grenouille a Grimal, un conciatore parigino che ha bisogno di braccianti a poco prezzo. Sfortunatamente l’incasso della vendita procura a Madame Gaillard la morte per mano di due ladri che le tagliano la gola per rapinarla.

All’interno della conceria, Grenouille, che viene trattato come un animale da lavoro, si adatta a un modello di schiavismo e arrendevolezza, lavorando giorno e notte senza fiatare. A differenza degli altri giovani garzoni conciatori, che in media morivano dopo qualche anno per malattie, Grenouille riuscirà a sopravvivere per molto tempo, diventando quasi prezioso per il suo padrone.

Un giorno, ormai adulto, Grenouille viene mandato in città per una consegna. A Parigi impara a esplorare col suo olfatto ogni angolo della città, imparando a distinguere i cattivi odori dai profumi veri e propri. Il suo naso lo porta davanti alle vetrine delle rinomate profumerie di Parigi, dove grazie alla sua sensibilità individua ogni essenza che crea un profumo.

Una sera, tra i vicoli, incontra l’odore della sua vita: proviene da una giovane dai capelli rossi, venditrice di prugne. La segue e cerca di annusarla più da vicino, ma lei, visibilmente spaventata, fugge. Grenouille allora continua a pedinarla, finché non la vede fermarsi sotto un portico. Arriva alle sue spalle senza farsi vedere, ma qualche istante dopo la ragazza lo scopre e comincia a gridare. Grenouille tenta di farla star zitta, ma finisce accidentalmente per soffocarla. Da questo momento ha un solo scopo nella vita: imparare come catturare gli odori.

Sempre per una consegna, capita nel negozio di Giuseppe Baldini, un profumiere italiano ormai in declino. Qui, nel suo laboratorio, conquista l’attenzione dello scettico profumiere individuando in maniera rozza ma precisa ogni ingrediente e ricreando in poco tempo il famoso e vendutissimo profumo Amore e psiche, del profumiere concorrente Pélissier, e anzi lo modifica e lo migliora. Baldini, allora, “compra” il giovane dal conciatore Grimal, il quale soddisfatto dell’affare, si ubriaca e scambia la via di casa con quella per il molo, cadendo dal pontile, battendo la testa e morendo quindi affogato.

Dentro il laboratorio di Baldini, Jean-Baptiste crea innumerevoli nuove essenze, risvegliando l’attività del negozio e portandolo ad avere una fama superiore a quella del passato. Ben presto Grenouille viene iniziato all’arte della profumeria e della distillazione. La voce si sparge a Parigi e gli affari del negozio rifioriscono grazie alle creazioni dell’allievo.

Ma a Jean-Baptiste, molto più esperto di Baldini a miscelare essenze e creare profumi, interessa soprattutto sapere come estrarre e distillare gli odori di tutte le cose. Baldini, sufficientemente attrezzato per produrre piccole quantità di olio essenziale dai fiori e dalle erbe profumate, istruisce Grenouille sui procedimenti: far bollire l’acqua con i fiori in un alambicco, continuare ad aggiungerne fino a che il vapore, sufficientemente in pressione, si condensava nella Testa di moro. Jean-Baptiste cerca allora segretamente di distillare l’odore del rame, del vetro e persino del gatto di Baldini, ma di fronte all’inevitabile insuccesso capisce che deve esistere qualche altra tecnica e, su consiglio del maestro, parte per Grasse, una piccola città della Provenza, rinomato centro per la produzione di profumi dove si insegna la tecnica dell’enfleurage.

Prima di lasciarlo partire, il maestro gli richiede per lasciarlo andare 100 formule per creare negli anni a venire altrettanti profumi, che Grenouille gli detta senza difficoltà in poche ore. Quella sera Baldini, dopo aver congedato l’allievo, si corica pieno di soddisfazione, pregustando un futuro ancora più ricco e prestigioso: tuttavia il crollo della sua casa non gli permetterà di svegliarsi mai più.

Durante il viaggio verso la Provenza Grenouille, una volta giunto sulla cima delle vette più alte, lascia che la quasi totale mancanza di odori presente in quel luogo lo spinga ad allungare per qualche tempo il suo viaggio verso Grasse, fino a che, in una notte piovosa, fa una scoperta per lui atroce: egli infatti non ha odore, cosa che, proprio in virtù della sua incredibile capacità, lo sconvolge enormemente, ma rinnova in lui il desiderio di portare a termine la sua missione.

Giunto a Grasse, nel paese della lavanda, impara nuove tecniche e si sente pronto finalmente per creare il profumo perfetto, quello che lo renderà famoso in tutto il mondo. Ossessionato dal profumo di quella giovane venditrice di prugne, incontrata tempo prima, sfrutta l’enfleurage per distillare il profumo di donna: ma gliene servono almeno 13. Un buon profumo, diceva Baldini, è costituito da 12 essenze: 4 per l’accordo di testa, che crea la prima impressione e svanisce dopo pochi secondi; 4 per l’accordo di cuore, che dura qualche ora; 4 per l’accordo di base, che rappresenta la scia; ma per creare il profumo unico e impareggiabile, è necessario anche un’ultima, la più potente.

Uccide quindi 12 ragazze, dotate ognuna di una grande e particolare bellezza, e ne estrae l’essenza; gli manca l’ultima, la più bella, e la identifica nella bellissima Laura, figlia del potente Richis. Grasse è in allarme per gli efferati delitti; non si riesce a trovare la chiave di lettura dei crimini. Le modalità sono sempre quelle: giovani donne belle vengono trovate nude, coi capelli rasati ma senza tracce di violenza sessuale. Le forze dell’ordine sono del tutto inermi quindi Richis, spaventato per la figlia, in gran segreto e adottando varie misure di sicurezza la porta via da Grasse, ma nonostante tutto non riesce a salvarla in quanto Grenouille, utilizzando il suo mirabolante olfatto, li rintraccia e attua anche su di lei il suo macabro rituale.

Identificato come l’assassino e quindi ricercato, Grenouille riesce a estrarre l’ultima essenza e a creare il profumo perfetto appena prima di venire catturato. In cella Richis lo tortura e gli chiede il perché dell’uccisione della figlia, a cui lui si limita a ripetere che ne aveva bisogno. Il giovane è ora atteso sul patibolo, ma riesce a sfuggire alla morte mettendosi il profumo e poi bagnando con esso un fazzoletto che, una volta in piazza, lascia muovere dal vento: sentendo anche loro l’odore dell’opera del ragazzo, i cittadini lì presenti lo osannano come fosse un angelo e si abbandonano in un’orgia collettiva, dimenticando tutte le nefandezze che lui ha compiuto. L’opera di Grenouille, creare il profumo perfetto, è compiuta, ma di fronte al suo compimento lui resta il più sconvolto di tutti, poiché capisce di non aver provato alcun piacere per l’amore che ha generato. Richis, dopo aver inizialmente resistito all’effetto del profumo, sale sul patibolo per vendicare da solo sua figlia, ma quando anche il nobile, a pochi passi da lui, è sopraffatto e lo abbraccia, chiamandolo “figlio”, Grenouille realizza che tutto quello che ha compiuto è stato inutile.

Disilluso per il fallimento morale del suo sogno, Grenouille torna a Parigi, mentre i cittadini di Grasse, risvegliatisi dalla follia che li aveva pervasi, nel tentativo di dare una spiegazione agli omicidi avvenuti in città (essendo impossibile dare la colpa a un angelo) incolpano il datore di lavoro del ragazzo, poiché proprio nel suo cortile erano stati ritrovati i capelli delle giovani ragazze. Questi, dopo ore di tortura, si proclama colpevole e viene giustiziato, andando ad allungare ancora la scia di morte che Jean-Baptiste si è lasciato alle spalle. Il caso delle tredici fanciulle assassinate viene chiuso e a Grasse nessuno parlerà mai più dell’angelo o di quello che ha fatto.

Il 25 giugno 1767, avendo capito che il profumo, nonostante potesse farlo apparire come una divinità per il mondo intero, non poteva trasformarlo in un essere capace di amare e di essere veramente amato, Grenouille decide di uccidersi: ritornato nello stesso luogo dove era nato, si versa addosso il profumo davanti a un gruppo di mendicanti che, consumati dal desiderio, lo assalgono e lo divorano vivo, lasciando a terra resta solo la bottiglietta del profumo ormai vuota.

Così Jean-Baptiste Grenouille è sparito da questo mondo senza lasciare traccia, proprio come accade, prima o poi, a tutti gli odori.

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